Lema per l’Hôtel Particulier di Piero Lissoni a Palazzo Morando

Piero Lissoni ha scelto Lema tra i partner per l’allestimento del suo hôtel particulier a Palazzo Morando – Costume Moda Immagine. La suggestiva location nel cuore del quadrilatero milanese si è trasformata dal 6 al 22 ottobre in un raffinato Grand Hotel, interpretato secondo i codici stilistici di Elle Decor Italia, attraverso la creatività di Piero Lissoni che ne ha progettato gli spazi comuni e di Patricia Urquiola che ha firmato il design delle stanze.

Un inedito progetto-installazione voluto per raccontare l’evoluzione nella decorazione d’interni con particolare riferimento al mondo del contract, ambito dalle mille sfaccettature che vede Lema distinguersi in tutto il mondo, soprattutto attraverso la divisione dedicata, massima espressione dell’attitudine alla customizzazione progettuale che da sempre definisce l’unicità del marchio.

La discreta eleganza delle creazioni firmate Lema si è inserita con leggera disinvoltura nel concept di Piero Lissoni, da oltre vent’anni art director del brand, ispirato agli hôtel particulier francesi, lussuose abitazioni tipiche del 1700, simili alle mansion anglosassoni. Il progetto ha lavorato infatti sui contrasti evidenti tra classicità e modernità: negli ambienti di questo hotel pensato come un ostello aristocratico pezzi iconici del design contemporaneo dialogano con facciate e interni di palazzi storici riprodotti alle pareti con elaborazioni fotografiche.

Le sedie Hati di Lissoni e Bai Lu di Neri & Hu hanno arricchito l’area Café & Restaurant, spazio cosmopolita votato alla socialità, arredato con grandi tavoli comuni e sedute dagli stili diversi, che hanno lasciato il segno per la loro unicità come Hati, essenziale ma calda, caratterizzata dal segno rigoroso del designer, nella raffinata versione con struttura in frassino naturale ad accogliere la seduta e lo schienale in corda intrecciata. Le sue forme ricordano quelle del passato, rielaborate per mettere in luce strutture e valorizzarne le proporzioni. Insieme, Bai Lu, in pelle nera, dalle linee curve che richiamano le classiche sedute orientali, una struttura a sezione tonda sorregge un piano curvato che crea con una linea morbida seduta e schienale. La sua grazia stilistica emerge dal nome – “rugiada bianca” – che identifica nel calendario cinese la seconda settimana di settembre, quando il prodotto è stato disegnato.

Ad incorniciare l’ambiente la riproduzione della facciata del Palazzo del Seminario di Lecce risalente al XVII° secolo.

Nel Séjour, lobby concepita come un salotto domestico, ispirato ai classici “séjour bourgeois”,  al centro tra i divani si collocava il tavolino Mansion disegnato da Christophe Pillet, dalla base leggera ed eterea in metallo bronzato a cui è saldata una vasca in materiale rigido altamente tecnologico che assolve a una funzione di contenimento oltre che a quella classica di appoggio. Una lastra in prezioso rovere termo trattato scorre lungo tutto il piano creando una particolare tridimensionalità e una giustapposizione di superfici sia dal punto di vista visivo sia da quello materico. L’eleganza degli spazi incontrava nello sfondo la riproduzione della facciata del Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena costruito nel XVI° secolo a Catania.

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