Meditazione e rito del tè giapponese, dimenticare la frenesia

6 ottobre 2017 / Lifestyle

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Meditazione e rito del tè giapponese, dimenticare la frenesia

“Non mi piacciono le cose che possono essere riprodotte. Il legno non è importante di per sé, ma lo è perché gli oggetti fatti con questo materiale sono unici, semplici e modesti” Georg Baselitz

Le tradizioni orientali hanno da sempre un fascino misterioso ed ispirano artisti e designers per il loro profondo significato spirituale. Uno degli esempi più famosi è il rito del tè giapponese, sviluppato a partire dal quindicesimo secolo. La tradizionale cerimonia del tè è definita in modo molto preciso, così come lo spazio in cui si svolge: la stanza del tè, un ambiente totalmente dedicato a questo rituale.
La parola giapponese chashitsu, è il termine che traduce letteralmente lo spazio dedicato alla cerimonia ed è solitamente provvisto di finestre (poiché è fondamentale far entrare la luce), di una nicchia con fiori e una pergamena, di letti di bamboo e di un piccolo focolare sul pavimento. Un elemento estremamente peculiare è la piccolissima porta che obbliga chi entra a piegarsi in segno di rispetto. La struttura spoglia mira a trasmettere un messaggio specifico: abbandonare ogni frivolezza della vita mondana. Una volta entrati, ogni preoccupazione è temporaneamente sospesa per contemplare il vuoto.
Tutti questi elementi sono presenti nella Tea House in legno del famoso designer Shigeru Uchida (1943-2016), ispirato dall’aspetto meditativo di questo spazio, che non viene arredato proprio perchè considerato luogo di contemplazione. La raffinata abilità dell’artista nella lavorazione del bambù è un perfetto esempio della cultura giapponese per la cura del dettaglio.

“Ji-An So-An Gyo-An” 1993 (Photo by Nacása & Partners Inc)
“Sankyo” 2002 (no credit required)

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