Cape Kidnappers: dai diari di Capitain Cook a elogio alla lentezza

4 novembre 2016 / Travel

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Cape Kidnappers: dai diari di Capitain Cook a elogio alla lentezza

Il Capitano Cook nel suo diario di viaggio raccontava di un misterioso promontorio con due enormi scogliere di arenaria che cadevano a picco nell’Oceano Pacifico. Era il lontano 15 ottobre del 1769 quando l’Endeavour, mentre stava per approdare alla costa, fu costretto ad armare i cannoni e fare fuoco. Un Taitiano, membro della ciurma di Cook era stato catturato da una gruppo Maori. Il Capitano sparò senza esitazione, uccidendo due rapitori e ferendone un terzo. I Maori fuggirono rigettando in acqua l’uomo e Cook battezzò quel promontorio come il Capo dei Rapitori, conferendogli un posto nella storia della marina.

Oggi, che viviamo storie come queste solo al cinema, Cape Kidnappers si è trasformato in una meta esclusiva. Con un panorama straordinario sull’Oceano Pacifico, The Farm è il primo dei tre lodge neo zelandesi della famiglia Robertson. Gli altri due sono il Kauri Cliffs a nord dell’isola e il Matakauri Lodge sul Lago Wakatipu.

The Farm è anche relax e riservatezza. Con le sue suites di lusso, i cottage indipendenti, il famoso campo da golf e le terme, invita a riappropriarsi del proprio tempo, come fosse un elogio alla lentezza. The Farm ha mutato quel luogo. Il mistero da sempre intriso nelle acque che si infrangono su quella scogliera, ora è racchiuso in due semplici parole: Cape Kidnappers.

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